Perché Renzi mostra a Letta il pulsante "finish"

"Ci saranno ovviamente tantissimi emendamenti in queste ore, vediamo su quali ci sarà il consenso di tutti. Il compito del Pd è cercare di prendere il buono dal contributo di ciascuna forza politica e poi trovare un accordo che è complicato ma possibile. Il testo base è già stato approvato e le modifiche spero siano il più condivise possibile: non è pensabile che per lo 0,5 per cento salti l'accordo". Così è intervenuto sul tema della legge elettorale il sindaco di Firenze e segretario del Pd, Matteo Renzi, nel giorno in cui la Commissione Affari costituzionali ha proseguito la discussione. Leggi anche Perché De Girolamo si è dimessa - Ferrara Il segreto del Cav.
5 AGO 20
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"Ci saranno ovviamente tantissimi emendamenti in queste ore, vediamo su quali ci sarà il consenso di tutti. Il compito del Pd è cercare di prendere il buono dal contributo di ciascuna forza politica e poi trovare un accordo che è complicato ma possibile. Il testo base è già stato approvato e le modifiche spero siano il più condivise possibile: non è pensabile che per lo 0,5 per cento salti l'accordo". Così è intervenuto sule tema della legge elettorale il sindaco di Firenze e segretario del Pd, Matteo Renzi, nel giorno in cui la Commissione Affari costituzionali ha proseguito la discussione. "Siamo consapevoli – ha aggiunto Renzi – che siamo a un bivio straordinario: con le riforme sarà tutto più semplice, anche per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo. Se si affossa anche questa possibilità di riforme diventa davvero delicato immaginare uno spazio di speranza per questa legislatura".
SOLO CON LE RIFORME IL GOVERNO PUO' ARRIVARE AL 2018 - Già oggi il segretario, in un'intervista rilasciata al Messaggero, era intervenuto sulla legge al vaglio delle forze politiche: "Fino a poco tempo fa si diceva: 'facciamo la legge elettorale perché altrimenti si vota'. Ora siamo a un punto diverso: se facciamo la legge elettorale il Parlamento ha l'opportunità di riscattarsi dalla brutta pagina dell'elezione del presidente della Repubblica e da questo ultimo anno. Con la riforma elettorale dimostra di aver ingranato una marcia diversa e di aver preso la strada delle riforme e la legislatura può anche andare persino al 2018".
"Se questa legge elettorale passa – aveva aggiunto Renzi – si può andare alla scadenza naturale della legislatura. Se invece qualcuno, in nome della sacrosanta battaglia sulle preferenze, decide di affossare la legge magari nel segreto dell'urna, penso sia opportuno dar loro la possibilità di misurarsi subito con le preferenze". Renzi ha poi assicurato di non essere tentato dal voto anticipato. "E' proprio il contrario. Il mio destino personale viene dopo la possibilità di fare le riforme e cambiare le regole del gioco. Non mi interessa portare all'incasso della campagna elettorale il consenso di oggi, mi interessa cambiare l'Italia. Se cambiamo la legge elettorale possiamo immaginare un percorso costituente della legislatura".
"Se in Parlamento c'è una maggioranza di persone che non vuole il premio di maggioranza, vuole abbassare lo sbarramento e introdurre le preferenze, diciamo a costoro di non affaticarsi troppo nell'inventarsi una propria proposta. Diciamo bocciate questo accordo e poi andremo a votare con le preferenze e vedremo quanti avranno il consenso in ventisette mega-circoscrizioni", aveva concluso Renzi.